Oltre a essere il paese delle cento chiese, alcune delle quali collegate fra loro da passaggi sotterranei, Piazza Armerina è anche uno dei posti in Sicilia che si distingue per la presenza di numerosi mulini ad acqua

, tra cui quello dell’Olivo, dell’Olmo e di S. Andrea, quest’ultimo molto vicino alla regia trazzera consigliata ai tempi fra le vie francigene che conducevano i pellegrini in Terra Santa. L’utilizzo del mulino idraulico, attestato in tutta Europa fin dai tempi antichi, è antecedente all’utilizzo del mulino a vento. Ma il suo sviluppo su larga scala è avvenuto a partire dal IX secolo: l’energia idraulica permise di aumentare la produttività di farina, elemento base per fare il pane e la pasta, soprattutto allora così indispensabili per l’alimentazione umana. I mulini ad acqua sorgevano nei pressi di fiumi e cascate, da dove l’acqua era condotta alla rotam molae  mediante caratteristiche e scenografiche canalizzazioni che contribuivano a rendere i luoghi dell’opificio molto suggestivi.

Testo tratto da: BEVILACQUA P., Di questa antica terra, Il Lunario, Enna 2008, pp. 160.